Manuale del paziente geriatrico: maneggiare con cura

In questo articolo troverai curiosità, dettagli e accortezze per fare in modo che la vecchiaia
del tuo amico a quattro zampe sia un lungo e piacevole percorso da affrontare insieme
serenamente!

Il paziente geriatrico e la Sindrome Geriatrica da Fragilità

Il cane viene considerato geriatrico tenendo conto dell’età correlata alla mole somatica: un
cane di taglia piccola sarà considerato geriatrico ad un’età più avanzata rispetto ad un cane
di taglia grande o gigante, questo perché a seconda della razza – e quindi del peso – cambia
la longevità del soggetto. Questo concetto si applica in particolar modo quella che è la prima
fase dell’invecchiamento, ovvero la fase pregeriatrica, seguita dalla fase geriatrica vera a
propria.
Cani di taglia piccola vengono considerati pazienti pregeriatrici intorno ai 9 anni circa, quelli
di taglia media intorno ai 7-8 anni, mentre quelli di taglia grande e gigante rientrano in
questa categoria già a partire dai 6 anni.

L’età geriatrica è una fase della vita dell’animale in cui l’organismo inizia a perdere le sue
funzionalità a causa dell’invecchiamento, e di conseguenza tutti gli apparati e sistemi che lo
compongono saranno coinvolti e ne risentiranno: sono ridotti metabolismo, risposta allo
stress, capacità di termoregolazione e di smaltimento dei farmaci (per diminuita funzionalità
di fegato e reni, i principali organi deputati alla “depurazione” dell’organismo); i meccanismi
di guarigione sono rallentati, le masse muscolari si riducono, le ossa diventano più fragili e
calano le difese del sistema immunitario. Tutto questo entra a far parte della “Sindrome da
fragilità”, ovvero il calo età-dipendente della fisiologica capacità adattativa di un soggetto.

A questi cambiamenti si dovranno dunque adeguare sia il Medico Veterinario curante che il
proprietario dell’animale, in quanto un paziente geriatrico necessita di attenzioni, cure e
gestione differenti e personalizzate. Inoltre, è di fondamentale importanza iniziare a fare

prevenzione già nella fase pregeriatrica per garantire al cane un invecchiamento sano,
ovverosia un invecchiamento con assenza di malattie clinicamente manifeste. Il cane potrà
quindi presentare alterazioni legate all’età, le quali però non influiscono sulla qualità della
vita, come:
– tartaro dentale senza malattia periodontale;
– presenza di lipomi stabili;
– leggero assottigliamento di cute e mantello:
– mantello brizzolato;
– moderata ipoacusia, ovvero diminuzione dell’udito;
– osteoartrosi assente o moderata;
– sclerosi lenticolare senza diminuzione della vista ⇒ questa patologia si riferisce a uno
scolorimento in uno o entrambi gli occhi del cane che determina una foschia bluastra
trasparente, e questa condizione viene spesso scambiata per cataratta dai
proprietari;
– variazioni sensoriali senza impatto sulla qualità della vita.
I principali disturbi a cui i pazienti geriatrici possono andare incontro sono:
✓ patologie dentali, come gengiviti e presenza di tartaro;
✓ aumento di peso e obesità;
✓ digestione sensibile;
✓ incontinenza;
✓ diminuzione dell’attività e intolleranza all’esercizio;
✓ rigidità articolare e osteoartrite;
✓ diminuzione della capacità visiva e uditiva;
✓ problemi cardiaci e renali;
✓ squilibri ormonali (ipotiroidismo, sindrome di Cushing, diabete);
✓ comparsa di neoplasie;
✓ alterazione della funzione cognitiva.

DCC: Disfunzione Cognitiva Canina, una patologia insidiosa

Si tratta di una malattia neurodegenerativa legata all’invecchiamento, che coinvolge la
memoria e l’apprendimento. Viene considerata simile al morbo di Alzheimer in medicina
umana, sia per quanto riguarda i sintomi che per il decorso clinico della patologia.

La DCC può essere descritta da 4 principali alterazioni cognitive:
– disorientamento spaziale e/o temporale;
– disfunzioni e alterazioni a livello di interazione;
– disturbi del ciclo sonno-veglia;
– defecazione e minzione inappropriate.

Altri sintomi frequenti nei cani affetti da DCC sono l’aumento dell’attività motoria afinalistica e
movimenti ripetuti, deficit di memoria (incapacità di eseguire un compito appreso o di
apprenderne di nuovi), cambiamenti nella personalità, sviluppo di nuove fobie.

Di seguito alcuni esempi:
➢ disorientamento spaziale: si manifesta prevalentemente con l’incapacità dell’animale
di spostarsi all’interno di ambienti familiari. Il cane apparirà quindi smarrito e tenderà
a rimanere bloccato dietro ai mobili o negli angoli;

➢ disorientamento temporale: il soggetto riproporrà alcuni comportamenti come se non
avesse la piena consapevolezza di averli già compiuti ⇒ richiesta continua di cibo
oppure chiedere di uscire, rientrare immediatamente e chiedere nuovamente di
uscire;

➢ alterazioni nell’interazione con persone e/o altri animali: si tratta di soggetti che non
riconoscono più i componenti della famiglia, siano essi persone e/o animali, non
rispondono agli abituali comandi e manifestano difficoltà di adattamento anche a
cambiamenti minimi. Tutto ciò può sfociare in ansia, iperattaccamento e/o fobie, a cui
possono conseguire atteggiamenti aggressivi o demolitivi quando questi animali
vengono lasciati soli.

➢ alterazione del ciclo sonno-veglia, che spesso si accompagna al disorientamento
spazio-temporale. Gli animali durante il giorno dormono a lungo e si mostrano meno
attivi, al contrario di notte si svegliano spesso, camminano senza meta e
vocalizzano.

➢ eliminazioni improprie, che riguardano maggiormente – ma non esclusivamente –
l’urinazione: il cane viene portato a passeggiare o viene fatto uscire, ma urina solo al
rientro in casa; il cane urina volontariamente nella cuccia, oppure non segnala la
necessità di fare pipì.

La diagnosi di DCC può però essere emessa solo dopo aver escluso tutte le altre cause
mediche, in quanto molti dei segni clinici possono essere sovrapponibili con altre patologie,
motivo per il quale diventa ancora più importante effettuare visite ed esami con cadenza
regolare.

Esami utili

Nelle fasi pregeriatrica e geriatrica diventa di fondamentale importanza eseguire controlli a
scadenze regolari, per poter effettuare una diagnosi precoce, e quindi eseguire un
trattamento tempestivo e maggiormente efficace.

L’esame clinico (o esame obiettivo generale, EOG) nel paziente geriatrico è utile per
rilevare tutti quei cambiamenti macroscopici legati alle grandi funzioni organiche, motivo per
il quale in questi soggetti deve essere ancora più scrupoloso e dettagliato: si può infatti
valutare lo stato di nutrizione dell’animale, la massa e il tono muscolare, la massa grassa;
l’integrità e la salute di pelo e cute, insieme alla presenza/assenza di noduli o masse e alla
valutazione dei linfonodi esplorabili; le condizioni generali di cuore, vie respiratorie e
polmoni; lo stato di igiene della bocca; la funzionalità di vista ed udito.
In questa categoria di pazienti, andrebbe eseguito almeno due volte l’anno in assenza di
modificazioni o sintomatologia di qualsiasi tipo, mentre la frequenza aumenta se il cane
manifesta segni clinici.

Per la valutazione della funzionalità dell’omeostasi interna, almeno una volta l’anno, è
consigliato eseguire gli esami del sangue, che sono principalmente di due tipi:
– l’emocromo (o esame emocromocitometrico): serve a valutare i componenti del
sangue e per diagnosticare principalmente stati anemici o quadri infettivi;
– il profilo biochimico, nel quale vengono valutati una serie di enzimi, tra cui alcuni
indicatori di corretta funzionalità epatica e renale.

Come detto precedentemente, nell’animale anziano calano le difese immunitarie: è
imprescindibile quindi una regolare copertura vaccinale e un’adeguata protezione
antiparassitaria.
È bene ricordare che ad oggi, in Italia, nessun vaccino è obbligatorio per legge, ma esistono
delle linee guida per cui i vaccini vengono suddivisi in 3 categorie:
1. vaccini altamente consigliati, definiti vaccini core: vaccini fondamentali per
proteggere il cane da malattie fortemente contagiose e/o potenzialmente mortali, nei
quali rientrano il cimurro, l’epatite infettiva e la parvovirosi;
2. vaccini opzionali (o vaccini non core): tosse dei canili (rinotracheite infettiva) e
leishmaniosi;
3. vaccini circumstantial, ovvero vaccini che possono rientrare nei vaccini altamente
consigliati in particolari situazioni epidemiologiche, in cui rientrano la vaccinazione
antirabbica e quella contro la leptospirosi. Quest’ultimo, ad oggi, viene ritenuto un
vaccino core nella maggior parte delle situazioni in cui il cane può incontrare la
Leptospira (dove sono presenti topi, ratti, arvicoli, cinghiali, ricci ecc., quindi anche
nelle città e non soltanto nelle zone boschive e umide).
In base allo stile di vita del cane, all’ambiente e al contesto in cui vive abitualmente, il nostro
staff veterinario ti saprà consigliare i vaccini e i trattamenti antiparassitari più indicati per il
tuo pet!

Esistono poi esami più specifici che vengono suggeriti dal medico veterinario in base ai
reperti della visita clinica, quali:
– esame feci, principalmente per valutare la presenza di parassiti e/o disbiosi
intestinale;
– esame delle urine, composto da valutazione macroscopica (esame fisico: colore,
aspetto, odore), esame chimico (peso specifico, densità, pH, presenza di glucosio,
sangue, proteine, bilirubina e corpi chetonici) e analisi del sedimento (presenza di
globuli bianchi, globuli rossi, cilindri, cellule epiteliali, cristalli, rapporto
proteinuria/creatinuria), che dà un’idea sul funzionamento generale del tratto urinario;
– esame ecografico (anche detto esame ultrasonografico), che può essere incentrato
sul cuore, sul torace o sull’addome;
– esame radiografico, per una valutazione approfondita dell’apparato scheletrico.
Presso il nostro ambulatorio potrai usufruire di tutti i servizi sopracitati!

Gestione del paziente geriatrico

Convivere con un cane anziano è sicuramente una sfida, per questo è essenziale cercare di
preservare la buona salute del tuo pet e di prevenire tutte le alterazioni e patologie legate
all’età.
Ecco alcuni consigli per essere un proprietario attento e consapevole:
● osserva il tuo cane e annota se avvengono cambiamenti, di qualsiasi natura.
Non c’è bisogno di allarmarsi, ma solo essendo sistematici si può aiutare Fido ad
affrontare la vecchiaia con serenità!
Presta soprattutto attenzione a: variazioni di appetito (sia aumento che diminuzione);
aumento della minzione o aumento della quantità di urina prodotta; aspetto, colore e
consistenza delle feci; alterazioni nella pigmentazione della cute o del pelo; eventuali
zoppie o dolori che il cane manifesta; intolleranza o riluttanza all’esercizio fisico.
Annota anche se ti sembra che il cane dorma di più o di meno rispetto al suo solito e
se si comporta diversamente, sia nei tuoi confronti che nei confronti dell’ambiente
circostante.

● presta attenzione all’alimentazione! Fornire un'alimentazione specifica riveste un
ruolo primario nella corretta gestione del cane in età geriatrica. In commercio
esistono diete che, oltre ad essere appositamente studiate e bilanciate per le
esigenze nutrizionali del cane anziano, spesso vengono addizionate con elementi
antiossidanti, per contrastare il decadimento cerebrale, e con condroprotettori, utili
nel ritardare i processi degenerativi osteoarticolari.
Presso il nostro ambulatorio, oltre a consigliarti le diete commerciali migliori e più
adatte alle esigenze del tuo amico a quattro zampe, siamo in grado, su richiesta, di
formulare diete a base di alimenti casalinghi perfettamente bilanciate.

● considera il peso forma del tuo cane: cani anziani obesi o sovrappeso sono
maggiormente esposti all’insorgenza di patologie, soprattutto a carico dell’apparato
muscoloscheletrico e del sistema ormonale.

● rispetta la routine delle attività giornaliere del tuo cane (orari delle passeggiate,
luogo della cuccia e delle ciotole del cibo) e utilizza giochi che vadano a stimolare
l’attività cerebrale:

✓ effettua passeggiate brevi ma frequenti così da suscitare l'interesse del cane nei
confronti dell'ambiente esterno. Anche se anziano, il cane non deve smettere mai di
fare esercizio fisico, seppur moderatamente;
✓ introduci dei giochi del tipo "cerca/trova" nascondendo bocconcini appetibili che il
cane riesca a trovare facilmente. Il cane anziano ha comunque sempre bisogno di
movimento, di gioco e di motivazioni. La motivazione è una parte fondamentale della
vita del cane e privarlo di stimoli potrebbe aggravarne lo stato.
● e infine… stagli vicino, parlagli sempre con dolcezza (sgridarlo non servirà a nulla,
in quanto un cane ben educato non comincia a fare “dispetti” a caso, la ragione alla
base è quasi sempre un’altra, e di natura medica), accarezzalo e amalo ancora di
più!

Per programmare un check up completo, chiamaci allo 041 442619 o richiedi un
appuntamento via mail scrivendo a: francovet2006@libero.it

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